Biometano dai rifiuti in Provincia di Vicenza

biometano impianto

Attivato in Provincia di Vicenza un impianto di produzione di Biometano dalla lavorazione dei rifiuti

Finalmente qualcosa di nuovo all’orizzonte. La provincia di Vicenza ha dato il via libera al progetto di autorizzazione integrata ambientale, presentato da AF BIOENERGIE, che prevede la messa in funzione di un impianto in grado di lavorare biomasse di scarto dell’industria agroalimentare. La finalità è di ottenere biometano e di conseguenza energia “verde”.

Un impianto innovativo per la produzione di metano e per il contemporaneo recupero dell’anidride carbonica

L’impianto di AF Bioenergie, a differenza degli altri impianti di produzione di biometano, è in grado di produrre anche anidride carbonica per fini alimentari!

Ma come è possibile tutto ciò? L’impianto che come prodotto di scarto genera anidride carbonica, non la immette nell’ambiente, ma è in grado di purificarla e di recuperarla per ottenere anidride carbonica per usi alimentari.

Un vantaggio enorme per l’ambiente, che contiene le emissioni di CO2 e contemporaneamente un vantaggio economico per AF Bioenergie, che le permetterà di essere più competitiva sul mercato.

Tipologie di rifiuti lavorati

L’impianto è autorizzato attualmente, per la prima fase di collaudo, per i codici EER seguenti:

  • 1. 020304 scarti inutilizzabili per il consumo e la trasformazione, della preparazione e del trattamento di frutta, verdura, cereali, olii minerali e della produzione di conserve alimentari;
  • 2. 020501 ti inutilizzabili per il consumo e la trasformazione dell’industria lattiero casearia;
  • 3. 020502 fanghi prodotti del trattamento (in loco) degli effluenti dell’industria lattiero casearia (fanghi organici pompabili);
  • 4. 020601 scarti inutilizzabili per il consumo e la trasformazione dell’industria dolciaria e della pianificazione;
  • 5. 020704 scarti inutilizzabili per il consumo e la trasformazione della produzione di bevande.

Si tratta di codici rifiuto provenienti dalle industrie agroalimentari.

E’ previsto sin da ora un ampliamento dell’offerta dei codici EER lavorabili al altri codici.

I rifiuti che saranno accettati e trattati in AF BIOENERGIE saranno rifiuti con le seguenti caratteristiche:

a) Rifiuti liquidi di natura organica;

b) Rifiuti liquidi che possiedono alto carico di COD;

I rifiuti saranno omologati in impianto previa una valutazione tecnica da fornire per mezzo di una scheda descrittiva, accompagnata da un’analisi chimica di riferimento.

Sarà valutata l’effettiva capacità di produrre metano e l’eventuale presenza di sostanze “non gradite” al ciclo biologico di estrazione di biometano dalla sostanza organica.

Potenzialità di trattamento dei rifiuti e di produzione del biometano

L’impianto di AF BIOENERGIE viene progettato per lavorare giornalmente un quantitativo di rifiuti pari a 600 tonnellate che si traducono in 220.000 tonnellate annue di recupero di rifiuti liquidi.

Basti pensare che se la stessa quantità di rifiuti liquidi fosse stata avviata ad impianti di trattamento acque avrebbe generato fanghi per oltre 25.000 tonnellate, che sarebbero andati inesorabilmente a riempire qualche nuova discarica.

Inoltre dalla lavorazione di questi rifiuti si otterranno ben 1200 metri cubi ora di biometano per un totale annuo di 8.500.000 metri cubi circa.

Contemporaneamente nel corso dell’anno l’impianto fornirà ben 13.000 tonnellate di CO2 che verrà inserita nel mercato dell’utilizzo alimentare, invece di essere immessa nell’ambiente.

Tutto ciò comporta un bilancio ampiamente positivo per l’ambiente e va nella direzione tanto auspicata del recupero di energia dai rifiuti, senza passare per dinamiche di incenerimento.

Il bacino di raccolta dei riifuti per ottenere il biometano e mandato commerciale

AF bioenergie, importante riferimento del Nord Est per la commercializzazione di carburanti e di energie, ha conferito mandato a Minchio Mariano SRL in esclusiva per ricercare dal mercato e conseguentemente far arrivare i rifiuti presso l’impianto di AF BIOENERGIE.

L’esperienza commerciale di Minchio Mariano SRL permetterà di recuperare sul mercato i giusti quantitativi di rifiuto da trattare e di garantire un’adeguata alimentazione dell’impianto anche da un punto di vista “qualitativo” dei materiali in ingresso.

Il bacino di recupero dei materiali sarà inizialmente limitato alle regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, ma, considerate le enormi quantità in gioco per far funzionare l’impianto, di sicuro si renderà necessario far pervenire i rifiuti anche da regioni più lontane.

Coclusioni

Il 2022 sarà un anno di svolta per la gestione dei rifiuti liquidi organici provenienti dalle industrie agroalimentari.

Da un problema che vincolava le aziende a costi significatici e che ne limitava la libertà di impresa alla luce delle limitate capacità di ricezione dei reflui da parte degli impianti esistenti, ad opportunità di poter ampliare la propria produzione, consapevole che i propri scarti produttivi non saranno più un costo per la collettività, ma una risorsa concreta.

Nei propri bilanci ambientali i produttori potranno mettere a “valore” uno scarto che prima le penalizzava.

Un bene per l’ambiente e, come poco spesso accade, un bene per l’imprenditoria, grazie alla lungimiranza di chi, come AF Bioenergie sa investire nel progresso tecnologico, con un occhio di riguarda all’AMBIENTE.

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